Caravaggio-Giuditta e Oloferne

CONTRO “LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE”

Esistono persone che criticano qualsiasi cosa gli metti davanti, sono una categoria precisa, la categoria del: "Hating masterpieces is a masterpiece".

Non è che gli faccia davvero tutto schifo, lo "schifo" è solo la loro prima reazione. Assaggiando qualsiasi cosa, qualsiasi, un piatto, un libro, una web-serie, una droga, la prima cosa che ti dicono è che c'è di molto meglio.

Poi magari, da soli, riassaggiano. E dopo qualche mese quella cosa è diventata "decente". Il cambio d'opinione avviene sempre senza entusiasmo e senza ammissione, ovviamente.

Ecco, è una categoria che detesto, o almeno credo di detestare, visto che ne continuo a frequentare parecchia di gente così.

 

Sono contro la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", e questo è probabilmente un'esempio di "Hating a masterpiece".

Sembra una posizione forzata, non è così.

 

Donne a parte, non capisco le "giornate mondiali". La giornata mondiale dell'Acqua, della Pace, della Terra. Invenzioni delle Istituzioni Internazionali per ricordarci che l'acqua, la pace, e la terra, sono cose importanti.

Non credo che ci capiti di dimenticarci che l'acqua, la pace e la terra sono importanti. Credo che ci pesi il sedere di gestire l'acqua e la terra in modo sensato e non troppo cafone, e ancora di più, che ci pesi il sedere di stare in pace.

Si è molto più comodi potendo contare su qualche piccolo conflitto qua e là, e sulla certezza dei "nemici". E' un principio universale, che vale nelle relazioni internazionali almeno quanto nelle relazioni condominiali.

Le giornate mondiali non portano cambiamenti, come la maggior parte delle cose sature di retorica. E sono fastidiose, come la maggior parte delle cose (e delle persone) mosse dal desiderio di renderci più "buoni".

 

La "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" è peggio delle altre, per le reazioni che il tema "violenza sulle donne" ha scatenato.

Da quando si è incominciato a parlare di delitti passionali come di una piaga sociale, si è ricominciato a parlare di donne come di una "specie protetta".

Sono spuntati manifesti così. Abbiamo inventato la parola "femminicidio". Distinguendo tra chi picchia il suo capo, sua madre, il coinquilino, e chi picchia la sua ex fidanzata. Perché? Non era molto fico essere tutti uguali?

Abbiamo approvato una legge sul "femminicidio", perché uccidere una "specie protetta" è peggio che uccidere. Con questo, lo Stato ha incominciato a considerarci fragili e bisognose di una protezione particolare, più o meno come i fidanzati possessivi e i padri padroni considerano le loro donne.

 

Le "giorante mondiali" hanno un'aria da "educatrici" che le rende respingenti e poco intriganti. Le "specie protette" hanno un'aria bisognosa, che le rende pietose e poco intriganti.

Le "giorante mondiali" in difesa delle "specie protette" stuccano proprio.

 

Nel mondo, le donne sono molto più numerose degli uomini, ma ogni anno:

In guerra muoiono molti più uomini che donne,

Nelle miniere muoiono molti più uomini che donne,

Nelle faide tra cartelli criminali muoiono molti più uomini che donne,

Secondo la cultura delle tribù africane, durante le carestie i primi a lasciarsi morire di fame sono gli uomini, che destinano tutto il cibo alla donna, in quanto "portatrice di vita",

Nei conflitti con la polizia, in seguito a crimini come rapine, attentati o sequestri, muoiono molti più uomini che donne,

Le "morti bianche" in occidente riguardano quasi esclusivamente uomini,

Tra i condannati a morte per reati politici ci sono statisticamente molti più uomini che donne,

Tra i condannati a morte per tutti gli altri reati, anche.

 

Non penso che il maschilismo e la violenza passionale siano un problema superato, tanto meno in Italia. Ma rendere la violenza contro le donne più grave della violenza, significa rendere le donne diverse. E una campagna culturale condotta con così tanta isteria, retorica e tragicità, rende questo progetto contro il maschilismo, insopportabile quanto il maschilismo.

4 Comments

  1. Slevin

    Le giornate mondiali sono una di quelle azioni di marketing comunicativo. In ogni campo, dalla politica al commercio e passando per il sociale si fa marketing. Il marketing colpisce la pancia, le emozioni, non la mente e il raziocigno.
    La massa, più comunemente chiamata “opinione pubblica” risponde e si mobilita assecondando gli stimoli emozionali, della pancia, non del cervello, della razionalità.
    Personalmente ne faccio una questione evoluzionistica, di intelligenza e di cultura collettiva, in quanto più si è indietro su questi aspetti e più si è influenzati dal marketing. Col tempo ci evolveremo e ci accultureremo sempre più (spero) e così, in quanto opinione pubblica, saremo meno influenzati dal marketing comunicativo, compreso quello sociale e moralistico delle campagne mondiali contro o a favore di x e y, che, però, al giorno d’oggi è necessario capire che funzionano.

    Sono d’accordo con te sul paradosso che la violenza sulle donne debba essere considerata diversa da altri tipi di violenza, ma è importante che questo punto di vista venga espresso da una donna come te, perché se partisse da un uomo poi valli a frenare i “pregiudizi”, che però esistono per lo stesso motivo per cui esistono le campagne mondiali per e contro x e y.

    • Cecilia Sala

      Eh lo so. La politica del Terrore della corrente “vittimista” del femminismo ha reso tosto per un maschio esprimere un’opinione anti-vittimista senza essere considerato un maschilista, o un padre padrone, o uno stronzo

  2. luca

    Condivido in pieno! Finalmente so di non essere solo a considerare questa giornata gonfia di retorica e inconcludente. E hai ragionissima quando parli di “specie protetta”: se tutti sono uguali, nessuno deve avere privilegi. Se la nostra cultura produce ancora trogloditi che picchiano donne indifese il rimedio non è ergere le donne a intoccabili, ma cambiare questa cultura retrograda tramite l’educazione.

    • Cecilia Sala

      Ma infatti, se i trogloditi picchiano, per punirli bastano le leggi sulla violenza contro le persone, non servono leggi sulla violenza contro le donne

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